#81 Quando tutto l’anno è Movember. Ovvero i baffi del Brollo

Un tempo esisteva un mese che si chiamava banalmente “novembre”. Ora questo mese non esiste più, è stato rimpiazzato da “Movember”. E cosa l’è quella roba lì? Ma come non sai che cos’è il Movember? Ma dove vivi? Comunque non ti preoccupare che nessuno nasce imparato, te lo spiegano i Brolli che cos’è il Movember.

Il Movember è un mese dedicato alla raccolta fondi e all’accrescimento della consapevolezza riguardo ad un tema molto importante: il carcinoma prostatico (una malattia brutta che viene agli uomini). Ma come si può fare per divulgare questa bellissima iniziativa? Attraverso un simbolo, tipicamente maschile: i baffi. Ed eccolo qui, il Movember: la fusione delle parole moustache (ovvero, baffi in inglese) e novembre, quel vecchio mese che ora non esiste più.

Esiste una fondazione, la Movember Foundation, nata nel 2003 in Australia e presto diffusa in gran parte del mondo che ha raccolto fino ad oggi la bellezza di 174 milioni di dollari, interamente devoluti alla ricerca per sconfiggere il cancro alla prostata.

Non è una cosa fantastica? Diventa anche tu un Mo Bro (fratello baffuto) e diffondi il verbo!

Brolli, ma ce la fate? Oggi è il 1° dicembre, novembre – o Movember come lo chiamate voi – è finito…
Ma guarda che non c’è mica nessuno che vieta di far sì che sia Movember tutto l’anno. Basta continuare a sostenere questa bella iniziativa portando un bel paio di mustacchi tutto l’anno!

Qui, ad esempio, abbiamo uno dei più grandi esponenti di questo movimento, uno per cui è Movember tutto l’anno: il Brollo. Da diverse generazione gli uomini di famiglia hanno sempre portato i baffi, e il nostro Brollo sta portando avanti la tradizione in maniera eccellente.

I baffi del Brollo non sono semplicemente peli, dietro si cela tutta una filosofia di vita che li rende indispensabili. Il baffo rappresenta un’esternazione dell’animo gentile dell’uomo che li porta ed, esteticamente parlando, rappresentano un mezzo che crea l’attesa nei confronti delle labbra. Insomma, non è che uno si fa crescere i baffi così per scherzo, uno ci deve credere davvero.

Il Brollo ci insegna che la prima cosa da fare in materia di farsi crescere i baffi è decidere quale stile fa per noi. Dunque di stili di baffi ce ne sono a bizzeffe, ed ognuno sceglie il suo preferito. Ma, se posso permettermi, la prima cosa da fare è studiare il proprio viso e anche in che modo la nostra peluria cresce in modo da poter trovare lo stile più adatto a noi (per consulenze scriveteci una mail allegando una vostra foto a brollisposi@gmail.com). Tra i tanti tipi di baffi noi ve ne proponiamo solo alcuni:

  • Chevron: il più classico dei classici. Quello di Freddie Mercury e Tom Selleck per intenderci. Ma soprattutto quello del Brollo.
  • Dalì: altro classico, il preferito di hipster e artisti vari, il Dalì, sottile e piegato verso l’alto, prende chiaramente il nome dal suo più grande cultore Salvador Dalì. È uno stile che richiede cure quotidiane.
  • English: il baffo all’inglese non deve essere troppo folto, sottile ma non completamente separato da naso e bocca (come il Dalì) e con uno spazio libero al centro. Le punte di questo baffo sono leggermente rivolte verso il cielo come nel caso di questo signore qui. È detto anche “baffo old school”.
  • Fu Manchu: questo baffo è mediamente folto sul labbro superiore, mentre le punte, che devono pendere oltre il profilo del mento, si fanno via via più sottili. Con questi baffi sembrerete dei campioni di arti marziali, proprio come il cattivo dei romanzi di Sax Rohmer da cui lo stile prende appunto il nome.
  • Handlebar: noto anche come “baffo a manubrio”, questo stile è folto al centro, affusolato ai lati e con le punte in alto come in questo esempio. Può essere portato anche in versione ridotta (petit handlebar), ma è da dilettanti. È il baffo preferito dai giocatori di baseball e dagli attori porno degli anni ’80, e anche di tutte le donne del mondo, fidatevi di me.
  • Horseshoe: ferro di cavallo, il nome dice tutto. È il baffo alla Hulk Hogan. È un baffo spesso, importante, impegnativo, che invada lo spazio delle labbra e scende fino al mento sempre con lo stesso spessore (in questo si differenzia dal Fu Manchu). Con questo, amici miei, sarete dei veri conquistatori.
  • Imperial: c’è poco da dire su questo baffo, bisogna solo saperlo portare perché occupa gran parte del viso. Se avete il faccino da topo non fa per voi. Se avete il sangue blu cosa aspettate a farvelo crescere? È il baffo dei nobili, per uomini che non devono chiedere mai.
  • Lampshade: folto ma dalle linee precise (ricorda un trapezio isoscele) e marcate, il nome si ispira alla forma dei paralume. Non richiede molta cura ma deve essere pettinato quotidianamente. Questo baffo fu portato in auge da Charlie Chaplin.
  • Painter’s Brush: simile al Chevron ma meno folto, simile al Lampshade ma di forma più allungata, ecco a voi il baffus humilis (o baffo semplice). Non richiede cure particolari proprio perché segue la forma naturale del labbro superiore come in questa immagine di Brad Pitt, che comunque in quanto a gnocca non ne ha mai sbagliata una.
  • Pencil: il baffo a matita, come non averlo! Ditemi, sono baffi questi di Errol Flynn? Lasciamo perdere. Questo baffo richiede una cura maniacale e visto il suo scarso spessore dona solo ai faccioni tondeggianti.
  • Toothbrush: il baffo a “spazzolino”, il suo per intenderci. Un rettangolino spesso e folto delle dimensioni di un pollice. Lo portate a vostro rischio e pericolo.
  • Walrus: detto anche “baffo all’ungherese”, il tricheco è uno stile abbondante, cespuglioso, opulento e che spesso copre tutta la bocca. Un chiaro esempio di tricheco ben portato (perché come tutti i baffi esagerati bisogna saperlo portare) è Joseph Stalin.

Ecco, questi sono i principali stili di baffi che vi proponiamo oggi. Speriamo che possano esservi di ispirazione.

brollo baffi

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