Brolli on the road. Ovvero San Francisco – parte II: il giro in bici. 

Appena arrivi a San Francisco non è che ti rendi bene conto di come sia fatta realmente. Forse sarà perché sei carico come una molla soltanto all’idea di essere proprio lì, forse perché quando sei arrivato c’era un sole mai visto a San Francisco, forse perché i Giants hanno vinto dopo 7 sconfitte consecutive proprio quando allo stadio c’eri anche tu. Fatto sta che la mattina dopo ti accorgi che c’è un freddo barbino (roba da magliette della salute), che c’è una costante pioggerellina che stai pur serena che avrai sempre dei capelli di merda è che tutte le strade di San Francisco hanno una pendenza di circa il 75% e, sicuramente, quelle che devi prendere tu sono sempre in salita

In una città come San Francisco ci sono tantissime cose da fare e da vedere, una su tutte è il giro in bici sul Golden Gate Bridge. E figuriamoci se i quattro quadricipiti dei Brolli si lasciano scappare un’occasione del genere! E infatti eccoli lì, che sfrecciano come fulmini per le strade in salita di San Francisco.   Di noleggi di bici c’è piena la città, i prezzi del noleggio giornaliero vanno dai $25 ai $35, chiaramente i Brolli hanno scelto un noleggio a caso e costava $36, che bello avere la fortuna di scegliere sempre le cose più care. 

Com’è come non è, pedala, pedala, pedala, ad un certo punto ti ritrovi sull’oceano e appena lì sulla destra eccolo quel ponte tutto rosso. In effetti sì, è solo un ponte come tutti gli altri, solo che è rosso. Ma quando sei sotto il Golden Gate Bridge per qualche motivo un po’ ti emozioni, forse perché l’hai visto talmente tante volte nei film che quasi quasi non ti sembra vero, forse perché stai vedendo uno dei simboli più importanti degli Stati Uniti, forse perché, com’è come non è, è bellissimo, punto.  E via, con la tua biciclettina sali sul ponte e, prenditela comoda, perché per percorrerlo fino in fondo 20 minuti ti ci vogliono tutti. Fai 25 perché a metà ponte ti devi fermare, un po’ per riprendere fiato, un po’ per guardare l’Oceano Pacifico che sta lì bel bello sotto la tua sella e in mezzo c’è San Francisco che ti guarda negli occhi. Una volta arrivato dall’altra parte veloce considerazione sulla gamba: se ne hai ancora torna indietro alla volta del Golden Gate Park, se non ne hai più scendi giù per una discesa senza mai pedalare, arrivi a Sausalito, la Portofino d’America, e sali sul traghetto che ti porta vicino vicino a dove hai preso la bici. Nel dubbio, noi, siamo tornati via mare e buonanotte al secchio

Se per caso hai anche fame, puoi fermarti in un localino francese che si chiama Bouche, al 603 di Bush St: costa una fucilata, ma si mangia piuttosto bene. E ci sono delle candele molto belline.  Noi comunque al Golden Gate Park ci siamo andati, in taxi però. Un rettangolone d’erba di più di 4 km quadrati. Anche qui, figurarsi, si cose bellissime c’è pieno, pensa che ci sono anche i bisonti! Ma la cosa più bella di tutte è il Japanese Tea Garden: nonostante ci fossero parecchi turisti, lì dentro ti viene addosso la pace, che nemmeno quella pioggerellina infernale può scalfire minimamente.   E le carpe, ragazzi! In quel giardino c’è pieno di carpe, grosse e coloratissime. I Brolli si sono talmente presi bene che hanno voglia di tatuarsi carpe koi su tutto il corpo. A Oakland c’è uno dei nostri tatuatori preferiti del mondo, occhio che da San Francisco è un attimo.  

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