Brolli on the road. Ovvero dallo Yosemite a San Francisco – parte I: il baseball. 

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Svegliarsi in una cittadina come Mammoth Lakes e respirare per la prima volta da quando sei negli States la sua aria fresca è il non plus ultra. Si inizia bene e siamo subito pronti per la prossima tappa: lo Yosemite National Park, che è proprio ad una manciata di miglia. Il parco, patrimonio dell’umanità, è gigantesco, una cosa come 3.000 km di superficie, inoltre è per buona parte allo stato selvaggio. Qui in America, molto spesso, l’uomo non ha saputo fare niente oltre che a colare  un po’ di asfalto per costruire una strada. E noi questa cosa la apprezziamo molto. 

Appena entri nello Yosemite incominciano a farti un terrorismo mediatico serratissimo sul fatto di stare attenti agli orsi perché qui c’è pieno. I Brolli carichissimi non hanno fatto altro che cercare sti benedetti orsi, grizzly possibilmente, ma niente da fare. Nemmeno un orsetto spelacchiato. In compenso però ci sono distese sterminate di pini. Ovunque tu vada ci sono pini, ma anche di altri alberi per la verità. E un profumo di natura e di sottobosco delizioso.   Lo Yosemite è roba da campeggiatori. Dentro infatti c’è un mega campeggio pieno di tende serissime e di campeggiatori con zaini e canne da pesca. 

E le cascate, nello Yosemite ci sono anche le cascate.  E poi va a finire che ti fermi a dormire in un posto che si chiama El Portal, dove anche qui, proprio come a Mammoth Lakes, è sempre Natale.Ma alla mattina c’è da svegliarsi presto perché stamattina non è una mattina qualunque. Stamattina andiamo a San Francisco

Mentre ci si avvicina alla costa occidentale della California, tu manco te ne accorgi, ma inizia ad esserci un traffico pazzesco a cui non eri più abituati visto che hai appena passato una settimana nel deserto. E in men che non si dica ecco che sei lì fermo in colonna per un’ora. Ma non temere, prima o poi ci arrivi a San Francisco

E la prima cosa che fai a San Francisco è consegnare la tua tamarrissima Jeep bianca (che non le abbiamo fatto manco una foto, povera bestia) e sostituirla con una Camaro cabro rossa come il fuoco. E sei subito il padrone di San Francisco e gli altri muti

Ma c’è da correre perché noi facciamo cose fighe e andiamo allo stadio a vedere il baseball. La squadra di San Francisco sono i Giants e qui la gente sta davvero in fissa con sta cosa del baseball. Tant’è che l’intero stadio (sold out da 370 partite) (sold-out-da-370-partite, non so se mi spiego) è gremito di persone completamente ricoperte da gadget di qualunque tipo (cappellini, felpe, guantoni, sciarpe, coperte, biberon, davvero qualunque cosa) nero e arancio, che sono i colori della squadra. 

go giants!

La partita inizia e l’atmosfera nello stadio è la più rilassata che tu ti possa mai immaginare durante una qualsiasi gara sportiva. Non è posto per gli ultras, qua ci sono solo famiglie al completo, nonni compresi. Tutti felici, presi benissimo, che mangiano hamburger e bevono di tutto, basta che non sia acqua.E quando la partita finisce un po’ sei contento perché è durata tre ore e tu, giustamente, non ne puoi più, però un po’ ti dispiace di abbandonare quel clima di famiglia tipico di una grigliata domenicale. 

GO GIANTS!   

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