Brolli on the road. Ovvero da Phoenix al Grand Canyon.

Che ore sono in Italia? Boh, martedì? Qui è quasi ora di cena, probabilmente è lunedì ma a noi sembra domenica. E quindi boh, potrebbe essere notte fonda lì da voi, così come pomeriggio. Ma poco importa. 

Ad ogni modo, la cosa bella è che dopo un viaggio durato, fra tutto, 22 ore – delle quali 21 dormire con la bocca aperta – è iniziata la nostra luna di miele. Siamo arrivati a Phoenix, Arizona. Una sola parola: caldo. Ma un caldo inenarrabile. Tipo che quando scendi dall’aereo ti sembra di aver un fon puntato direttamente in faccia. E calcolate che noi siamo atterrati a mezzanotte.

E non parliamo dei 35°C delle 8.30 del mattino. Ma poco importa perché noi, appena svegli, ci siamo buttati nella piscina del nostro super resort a Phoenix. Solo, ci aspettavamo che almeno l’acqua fosse fresca. E invece no, temperatura level: brodo.

Lasciamo Phoenix e ci avventuriamo sulla nostra tamarrissima Jeep bianca nelle immense distese dell’Arizona: strada dritta per sempre, a destra deserto, a sinistra deserto, ovunque cactus.

E tutto un tratto ti viene una fame atomica mentre ti ritrovi in un paesello che si chiama Williams. E proprio lì sulla sinistra, tra decine di bandiere a stelle e strisce, appare quasi per magia il Jessica’s. Entriamo da una porta cigolante e contiamo le persone presenti: 4. Una cameriera, Rebecca, con un solo dente in bocca e 30 anni sulla carta d’identità, suo padre, panzone di origine greca, sua moglie (probabilmente Jessica) avvolta da un’aura di morte e sofferenza e, ovviamente, nemmeno un dente, e un signore con la barba bianca ubriaco. Non avremmo potuto desiderare di più.   Torniamo a bordo della nostra Jeep, passiamo attraverso un temporale, fino ad arrivare a Tusayan, immersa nel Grand Canyon National Park.

E cammina che ti cammina ad un certo punto la strada si interrompe di botto e tu ti ritrovi sopra ad una cosa che pronti via ti gira la testa perché è troppo grande. Poi perché è troppo bella. Poi perché è talmente grande e bella che non riesci a tenere gli occhi fermi in un punto, ma continuano a seguire velocemente le rocce rosse come il fuoco. E pensi: “va beh, ma se esiste una cosa così frutto del lavorio della natura, io qui che ci faccio?”, dopo poco però non lo pensi più e ti rendi conto che la terra è una cosa stupenda, e un pochino ti senti onorato di viverci pure tu.  Proprio mentri pensi alle cose più profonde dell’universo si siede di fronte a te una bambina bionda, bellissima, con la voce che sembra abbia respirato elio per anni. E questa che fa? Scoreggia che manco i camionisti di Bitonto. 

“Ooops! Excuse meeeee”. Va beh dai, per stavolta ti perdono.   E dopo una camminata di 5 km torni nella tua stanza nell’albergo del Grand Canyon, ti guardi una partita di baseball e ti viene fame.

Però ti viene anche molto sonno. Forse ora dormiamo direttamente, domani ci svegliamo prestissimo per vedere l’alba sul Grand Canyon. Quindi, qualunque ore siano, buonanotte.   

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Da quello che scrivete, mi sento di consigliarvi caldamente questo film “on the road”: https://wwayne.wordpress.com/2014/06/09/tre-film-in-uno/. Buon fine settimana! 🙂

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    1. brollisposi ha detto:

      Grazie del consiglio! Segnato nelle cose da fare appena rientriamo 🙂

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      1. wwayne ha detto:

        Grazie a voi per la risposta! 🙂

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