#4 Cerco casa disperatamente. Ovvero come scegliere i muri contro cui sbattere la testa.

Esatto, ci sposiamo senza nemmeno convivere eccetera. Corsaggiosissimi Brolli. Ad ogni modo una casa ci serve.

Dopo varie riunioni con anche le nostre rispettive famiglie decidiamo di acquistare: “meglio pagare un mutuo che un affitto, almeno la casa è la tua” (cit. Padre). Tanto di soldi non ne abbiamo comunque, tanto vale ipotecarci la vita per 20 anni.

Google: “case piacenza”. Tuguri. Forse è il caso di inserire filtri:

  • zone della città con un basso tasso di criminalità;
  • piani alti;
  • due bagni;
  • due camere da letto per eventuali futuri pargoli;
  • vicino a una tabaccheria;
  • vicino a un defibrillatore (non si sa mai);
  • vicino ad un campo da baseball;
  • vicino al centro ma non troppo;
  • con ascensore;
  • con una metratura che permetta di girare con i roller ma non troppo perché poi la devo pulire;
  • con garage e posto auto;
  • con cantina capiente per vino;
  • varie ed eventuali.

Prezzo: centomilionidimiliardi di dollari in gettoni d’oro.

Giriamo tutta la città accompagnati da agenti immobiliari travestiti da imbonitori di circo e visitiamo appartamenti più o meno discutibili con più o meno finestre.

Ma poi: il miracolo. Conosciamo lei: la Signora. La Signora vende senza intermediari il suo appartamento che – ommioddio – possiede tutte le caratteristiche sopra elencate, campo da baseball e defibrillatore compresi, ad un prezzo che riusciamo a pagare in 20 anni di mutuo.

“Signora, lo prendiamo”

E giù bottiglie di vino, feste, abbracci, amore. Che meraviglia.

Con la Signora diventiamo amici e conoscerla ci ha cambiato il modo di concepire il Mondo e l’Universo. La Signora, molto probabilmente, è pazza. Donna single di settant’anni che vende occhiali in uno dei negozi di ottica più vecchi della città. La Signora parla sempre ed ha una voce che ascoltarla ti tocca il cuore: un suono bitonale che ricorda vagamente il clacson dei camion, che alterna note acutissime a note gravissime, ma soprattutto che non si capisce assolutamente niente di quello che dice perché dopo ogni singola parola ci piazza un intercalare che varia tra “ooooooooooooooh sìsìsì” e “aaaaaaaaaaaaaah nonono”.

Compromesso firmato, mutuo aperto, in attesa del rogito.

Intanto ieri sera si è allagata la casa. Ma comunque ce la faremo.

brollhouse bw

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