#94 Qual è lo stile perfetto del tuo matrimonio? Scoprilo con il quiz!

Se c’è una cosa che il Brollo dice sempre è che la Brolla è una testa di quiz.

Ma questo oggi a noi non interessa perché, cari amici dello studio 24, oggi torniamo a parlare di matrimonio!!!! Ma è una notizia splendida!

Ebbene, proprio 13 mesi fa esatti c’è stato il nostro matrimonio. Che bello! No, a parte gli scherzi se c’è una cosa che possiamo dire del nostro matrimonio è che aveva uno stile unico, costruito dalle mani fatate del Ghirigoro Bottega, che rispecchiava totalmente la nostra personalità.

Ragazzi, ma voi lo spate quanto è difficile trovare il proprio stile? È una vera faticaccia! E noi ve lo abbiamo raccontato in questo post.

Ma non temete!! Da oggi finalmente c’è matrimonio.it che ci aiuta nella definizione dello stile che vogliamo dare al matrimonio con un divertente quiz.

Chissà, magari vi aiuterà a trovare lo stile che più vi si addice!

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PS. Piccolo spoiler: purtroppo non è ancora stato inserito lo stile Brolli Sposi, ma rumors ci dicono che probabilmente verrà aggiunto.

#93 Estate 2016. Ovvero cosa ci piace fare in vacanza. 

Arriva un momento in cui tutto quello che fai diventa improvvisamente pesante come la peperonata di una donna calabra. La sveglia, la colazione, il lavoro, la spesa all’Esselunga, preparare la cena, cenare, lavare i piatti. Perfino guardare il Trono di Spade sul divano diventa insostenibile per il tuo corpo e la tua mente.
Ma poi arriva l’ultimo giorno di giugno. È giovedì, e come tutti i giovedì, immancabilmente hai quella netta sensazione che sia venerdì e ogni volta che realizzi che no, vecchio mio, non è venerdì, sprofondi nel più cupo sconforto. Ma non quel giovedì, non quell’ultimo giorno di giugno. Perché nonostante ti sembri inspiegabilmente venerdì, tu sai che quel cupo sconforto è l’ultimo. Sabato parti per le vacanze. E chissenefrega se domani è venerdì e devi lavorare. Sabato tu parti, e non te ne può fregare di meno di che giorno della settimana sia.

E arriva sabato: ti svegli super presto, vai in aeroporto, compri la settimana enigmistica, decolli, dormi e ti svegli di soprassalto quando le ruote dell’aereo toccano terra. E bam! Sei arrivato.

Sardegna, baby. Tenetevi pure le Maldive, qua è il paradiso.

Stanza, costume, spiaggia bianca, mare caraibico e ombrellone fatto di foglie di palma.

Tutto meraviglioso.


Bene, e adesso cosa facciamo Ehm, boh.

Andare al mare in due non è una cosa così semplice. Perché quando vai al mare non è che è come quando vai in una città che devi vedere tutti i musei e quant’altro, quando vai al mare – in teoria – non devi fare proprio un bel niente, ti devi solo rilassare.

Sì, però che palle. Io e te, te e io, h24 a non fare niente. Tipo che a fine giornata ti uccido giusto perché mi è venuta voglia di fare qualcosa.

Per evitare di arrivare all’omicidio, allora, noi Brolli abbiamo cercato di fare il più possibile le cose che si fanno in vacanza al mare impegnandoci a fare qualcosa anche quando non si fa niente:

  1. DORMIRE. La più somma delle gioie. Che sia a letto, in spiaggia o in piscina poco importa. Condividere questo intenso momento è impagabile, soprattutto se sono le 2 del pomeriggio, quando di solito rientri in ufficio con la pancia piena. “Amore, io mi faccio un pisolino” “Tesoro, anch’io”.
  2. LEGGERE. Finalmente sei in vacanza e ti puoi dedicare alla lettura di quel libro che da mesi è sul comodino e che non riesci mai a leggere. Cullati dalla brezza sarda è davvero un piacere a cui non si può rinunciare. Certo che mentre uno si legge il suo libro l’altro che fa? Cioè, uno si diverte e l’altro si rompe. No, così non va bene, bisogna condividere. Segreto dei Brolli: leggere insieme lo stesso libro. Sì, ciao! E come fate a leggere lo stesso libro? Cioè, e se uno legge più veloce dell’altro e vuole girare pagina perché magari è proprio il momento clue e si scopre l’assassino giusto giusto nella pagina dopo? Si spezza la magia così. Infatti è vero. Allora noi i libri ce li leggiamo ad alta voce. Uno legge e l’altro ascolta, un capitolo per uno. Abbiamo divorato un sacco di storie in questo modo, scoperto insieme un milione di assassini. E questa volta abbiamo letto tutti i racconti di Sepùlveda. Sì, quello della gabbianella e il gatto. Sepùlveda ha scritto dei racconti meravigliosi, anche se super tristi.
  1. FARE IL BAGNO. Ma della sensazione di rincorrere le onde e scappare di volata perché l’acqua è gelida, ne vogliamo parlare? Top di gamma delle vacanze il mare. Te la sguazzi sul materassino, ti godi i pesciolini che ti solleticano i talloni, nuoti un po’ e ti senti magrissima perché con l’acqua salata galleggi e ti senti super leggera. Ma in due come si fa a fare il bagno? Innanzitutto probabilmente lei non si vorrà bagnare i capelli, anche se poi lo farà perché tanto chissene, è in vacanza. Lui, invece, vorrà fare la gara di nuoto ma lei è nuota a cagnolino e non c’è gusto. Di schizzarla non se ne parla se no questa poi mi piazza un muso lungo che, mamma mia, sono in vacanza e non me lo merito. Di affogarla poi non pensiamoci neanche. E non dimentichiamoci che non possiamo allontanarci troppo dalla spiaggia, altrimenti ci rubano tutte le nostre cose. Ma che palle. E come si fa a fare il bagno in due? Si gioca a racchettoni. Per ore ti piazzi a un metro dalla tua sdraio con l’acqua che ti arriva all’ombelico e inizi a giocare che manco Nadal. Record mondiale di racchettoni detenuto dai Brolli: 100 passaggi. E adesso batteteci se siete capaci.

  2. PARLARE DEI MASSIMI SISTEMI. A casa non hai mai tempo di farti delle domande esistenziali alla Socrate. La massima profondità dei discorsi che fai durante l’inverno riguarda gli sconti sul tonno in scatola. Ma qui hai la mente completamente libera da qualunque quotidiana superficialità e puoi finalmente fermarti a pensare sul serio. Magari mentre ti  stai godendo un aperitivo a bordo piscina, così viene ancora meglio. “Amore, ma secondo te come sarebbe il mondo se non fosse mai esistito Hitler?”. “Tesoro, ma tu come risolveresti il problema dell’immigrazione?”. “Cuore mio, ma se tu fossi un ministro, di quale Ministero vorresti essere?”. “Mio raggio di sole, secondo te come possiamo diventare miliardari in poco tempo?”. “Splendore, è meglio essere Totti alla Roma o Totti al Real Madrid?”. (Arrivati a questo punto, probabilmente, state esagerando con l’aperitivo)
    È un ottimo modo per continuare a conoscersi. (ATTENZIONE: questa attività può causare qualche acceso diverbio).
  3. PRENDERE UN GIORNO DI PIOGGIA. È incredibile, quando sei in vacanza è bella perfino la pioggia. Balla colossale. La pioggia fa schifo, soprattutto in vacanza. Poi se prendi la pioggia proprio il giorno in cui decidi di noleggiare uno scooter e spendere una fortuna per l’ombrellone in una delle spiagge più rinomate della Sardegna guarda, la pioggia è davvero una merda.
  4. VISITARE UN PAESINO. Siamo sempre abituati che bisogna visitare le grandi città: Roma, New York, Parigi… ma il vero turista se ne sbatte della grande mela e va a visitare i paesi piccoli che non se li fila mai nessuno. Tipo Pula. Pula è in provincia di Cagliari e conta 7.422 anime. Durante l’estate le vie del centro del paese sono tutte addobbate a festa che San Gennaro levati che qua sì che illuminano la chiesa come Dio comanda.


Ecco, queste sono le 6 principali attività che ci hanno permesso di passare una splendida vacanza di coppia, senza quasi mai avere voglia di ucciderci.

#92 Rewind & Fast Forward. Ovvero lettera a me stessa.

E ad un tratto ti ritrovi nella tua cameretta a casa dei tuoi a cercare quella maglietta che hai clamorosamente perso ma vuoi credere che sia in un angolo nascosto del tuo vecchio armadio. Infatti, alla fine la maglietta non la trovi – certo, l’hai persa – ma all’improvviso salta fuori una busta sigillata indirizzata a te. Ma com’è mai possibile che tu non l’abbia già aperta? È una delle tue cose preferite ricevere la posta. Vuoi vedere che l’ha ricevuta tua madre e non te lo ha mai detto? Ah, ma sta volta ti sente!

Così ti siedi sul tuo lettino e aspetti un attimo prima di aprirla perché c’è qualcosa che non quadra in quella busta. Ma che cosa? Beh, è un po’ stropicciata, ma questo non stupisce visto che era stipata sotto la qualunque sul fondo del tuo armadio. Certo che è un po’ vecchiotta. Ma che strano. E quando finalmente leggi bene il tuo nome scritto lì sopra, capisci tutto: quella è la tua calligrafia. E ti torna in mente tutto.

Tu, a 16 anni, seduta alla scrivania che devi fare i compiti di latino e che ovviamente non fai. Non c’era Facebook né robaccia simile, non esistevano distrazioni, ma tu le trovavi sempre. Infatti, quella volta hai deciso di scriverti una lettera. Ma mica una lettera qualunque, sai che palle. Quella volta hai scritto una lettera alla te del futuro. Ti ricordi perfettamente quel pomeriggio di maggio: senti ancora l’odore di cancelleria che saliva dal quaderno a quadretti e la ferocia che ti saliva nel cancellare parentesi graffe che non riuscivi mai a disegnare bene. E quell’illuminazione che ti ha fatto distrarre per qualche minuto.

Va beh, ma quanto ci metti ad aprire quella maledetta lettera!!

Martedì, 24 maggio 2005

Cara Me del Futuro,

quanti anni hai? Spero 30, perché secondo me a 30 anni sarò una figa da paura. E spero vivamente che tu lo sia. Mi spiego: innanzitutto devi avere i capelli molto belli e biondi. Sai, essere bionde è un atto di coraggio molto grande e ti spiego anche il perché (anche se sono sicura che tu lo sappia già, visto che comunque lo so io): ci sono molti pregiudizi nei confronti delle bionde, ad esempio non sanno parcheggiare, sono oche giulive ed estremamente stupide. Beh, tu che scegli di tingerti i capelli di biondo sei molto coraggiosa perché hai la stoffa per affrontare tutto questo. Oltretutto spero anche che tu abbia preso la patente e che sia riuscita a dimostrare che ok essere oche e stupide, ma se permetti sono in grado di parcheggiare.

Ma torniamo al punto in cui dico che spero che tu abbia 30 anni e che tu sia una figa da paura. Bionda quindi. E popstar (o attrice va bene uguale, ma meglio popstar). Se sei popstar, complimenti, sei davvero in gamba. Ti chiedo scusa se non ho mai preso lezioni di canto fino ad oggi, probabilmente avrai fatto fatica dato che in questo momento io non è che sia particolarmente intonata, ma con il computer ormai si aggiusta anche la voce, non c’è problema.

E poi, secondo i miei calcoli, te ne sei andata via da sto buco di culo di città. A quanto mi risulta, in questo momento ti dovresti trovare in uno di questi posti (in ordine di importanza):

  • New York
  • Los Angeles
  • Londra

Metti caso che non sei diventata popstar, e in questo caso avresti tutto il mio appoggio, spero vivamente che almeno tu sia diventata caporedattrice di una rivista superfiga tipo Cosmopolitan o Vogue (in una delle città sopraelencate, ovviamente). Secondo me vivi in un attico a Central Park, vai al lavoro in taxi e sei sempre vestita benissimo con i tacchi, le gonne e tutto il resto. Io credo molto nella tecnologia, quindi probabilmente nel frattempo avranno inventato delle scarpe con il tacco che siano bellissime e ultra comode. Non dovrebbe, quindi, essere un problema per te andare al lavoro con i tacchi e starci tutto il giorno. Infatti, dopo il lavoro, vai con le tue amiche bellissime (ma sempre un pochino meno di te) a fare l’aperitivo e a parlare di uomini. Ma guarda quello che figo, e invece quell’altro non è che sia propriamente bello ma ha quel non so che che ispira e blablabla. Frivolezze, insomma. Beh, tu sei una donna di successo e molto intelligente, potresti parlare di massimi sistemi per ore, ma lo sai benissimo anche tu che un po’ di chiacchiere leggere ogni tanto ci vogliono. Mi puoi pensare sempre a un casino di cose!!

Dimmi un po’, ti sei sposata? Io mi auguro proprio di no. A meno che non sei sposata con Johnny Depp, allora va bene. Guarda che non è così impossibile sposarsi con Johnny Depp… Calcolando il fatto che forse sei una popstar e sei una figa da paura, scusami tanto ma non ci sarebbe tanto da stupirsi. Ma che te lo scrivo a fare, se sei sposata con Johnny Depp vuol dire che ho capito tutto dalla vita e ho solo 16 anni. Comunque, in questo caso, brava! In caso contrario invece non dovresti essere sposata, perché tu comunque hai una carriera davanti e non puoi distrarti troppo. Oppure sì, magari con un avvocato biondo e bellissimo. L’importante comunque è che ti  voglia bene.

Per sposarsi comunque c’è tempo.

La mamma è appena uscita per fare la spesa, ti saluto che finalmente posso fumare una paglia.

Un abbraccio forte e in bocca al lupo per tutto

La Me del Passato

 

Ma come faccio a non amarmi?

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#91 La Festa del Papà. Ovvero eroi.

Voi ve lo ricordate il vostro papà quando eravate piccoli? Io poco, ma io non mi ricordo mai niente. Se mi impegno e mi sforzo moltissimo però qualcosa mi torna in mente.

Tornava a casa dal lavoro distrutto e si coricava per terra per essere alla mia altezza e poter giocare con me. Mi lanciava in alto e io avevo paura di cadere ma lui mi prendeva sempre. Mi raccontava la favola di cappuccetto rosso e a metà si addormentava sempre. Voleva baciarmi ma la sua barba mi dava fastidio, così se la è tagliata. Con la paura di non saper controllare tutta la sua forza, tutti i gesti che faceva li faceva piano per non farmi male. Si sparava maratone di cartoni Disney anche se in quel momento c’era l’Italia al Sei Nazioni di Rugby.

Mi ha insegnato a nuotare, a tuffarmi di testa e tratteneva a fatica le risate quando io prendevo le panciate. Mi teneva sulle sue spalle anche se aveva il mal di schiena. Non mi sgridava quasi mai perché non ce la faceva, quando mi guardava si scioglieva.

Mi ha insegnato a rispettare e a farmi rispettare.

Mi ha protetta e io non avevo mai paura se lui era con me. Perché lui è un eroe. Ma per davvero.

Un eroe normale, per carità, non un super eroe. Grazie al cielo mio padre non è mai uscito di casa con un mantello rosso e non si è mai battuto con mostri giganti. Ma non perché non ne sarebbe capace, sia chiaro, semplicemente perché non li ha mai incontrati, altrimenti si batterebbe, potete starne certi.

È un eroe che tutte le mattine esce di casa, lavora come un matto e quando torna a casa, non so come fa, lui sorride.

È un eroe un po’ imbranato, perché quando cerca i calzini non li trova mai e la mamma invece li trova subito.

È un eroe perché al nostro matrimonio, nonostante la sua piccola lo se stesse ufficialmente lasciando, aveva il volto della fierezza.

È un eroe perché se si rompe qualcosa lui la aggiusta sempre. Magari non benissimo, però lo fa.

È il mio eroe. E se penso a un domani quando toccherà a noi avere a che fare con i nostri bambini, vorrei che avessero un papà come il mio.

Auguri papà.

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Ph. Cecilia Pratizzoli

 

#90 Tutti fighi sul web. Ovvero menzogne.

Se c’è una cosa che ti fa proprio cadere in tentazione sul web è che puoi essere chi vuoi tu. E non devi necessariamente essere chi sei veramente, puoi inventarti completamente una nuova vita. E, guarda caso, la vita che ti inventi – tendenzialmente – è fichissima.

E li vedi bellissimi, truccati e vestiti a festa per il selfie delle 9.40. E poi spunti e appunti sui localini più hipster di Milano (da frequentare durante la settimana perché durante il weekend è da poveri). Per non parlare delle domeniche a Madonna di Campiglio e della settimana alle Maldive perché d’inverno la vacanza relax e d’estate la vacanza all’avventura a scoprire la cultura locale del Bangladesh. E le tazze di tè puntualissime tutti i giorni alle 17. E vuoi non parlare della beauty routine quotidiana per una pelle perfetta? Guarda, recensisco pure i prodotti. E lo shopping sfrenato che ti fa venire voglia di aprire un mutuo per quelle Louboutin. Perfino i loro cani sono bellissimi e vestiti a festa in borsette che costano uno stipendio. Ma come cavolo fanno a condurre questa vita? Proviamo a immaginarcelo.

Sveglia prestissimo, tipo alle 5. La prima cosa da fare è occuparsi della nostra bellezza; così ci si reca in bagno il quale è una stanza di circa 450 metri quadrati perché al suo interno contiene:

  • Una Jacuzzi 8 posti;
  • 45 cose che servono per profumare l’acqua e fare la schiuma;
  • Un vivaio di rose i cui petali servono per decorare l’acqua della Jacuzzi;
  • Un appendiabiti da 5.775 ganci per ospitare gli accappatoi di tutti i colori Pantone con sotto le relative pantofole fuffolose da bagno dello stesso colore;
  • Una cabina armadio per creme, sieri, tonici e altre diavolerie da spalmarsi addosso;
  • Specchi dimagranti per farsi i selfie;
  • Zona trucco comprendente:
    • un armadio per ogni marca di cosmetici al cui interno troviamo ordinatamente disposti ombretti, rossetti, correttori, mascara, ciglia finte, blush, fondotinta, ciprie, terre, primer occhi, primer viso, pennelli, piegaciglia in tutte le 5.775 varianti di colore Pantone;
    • 7 cassetti per smalti nei soliti colori Pantone;
    • Un angolo con una deliziosa toilette vintage per fare le foto ma che in realtà non si usa perché poco contenitiva.
  • Zona hairstyle con phon, spazzole, pettini, bigodini, piastre, arricciacapelli, cerchietti, elastici, fasce, mollettine, forcine, casco;
  • Zona sorriso con aggeggi infernali tipo strisce e luci strobo per sbiancare i denti;
  • Amenità varie sparse ovunque.

È tempo della vestizione e ci spostiamo in un altro appartamento dedicato. Non posso dirvi cosa c’è lì dentro, ho firmato una carta importante in cui mi impegno a non dirlo a nessuno perché è un segreto di Stato. Non vorrei che la CIA mi venisse a cercare. L’unica cosa che posso dire è che l’appartamento è suddiviso per occasioni d’uso. Ad ogni modo l’outfit perfetto per questa occasione d’uso è: un pushup di quelli power e una canotta che deve essere di uno di questi tre colori: nera, grigia, bianca. Perché ora è il momento del primo selfie della giornata.

E allora torniamo a letto, spalanchiamo la finestra e facciamo entrare la luce del sole delle 10, posizioniamoci abilmente sul letto, strizziamo un po’ gli occhi fingendo di essere leggermente infastiditi dalla luce (ma allo stesso tempo felici perché sarà una giornata meravigliosa) e possiamo iniziare con scatti a raffica. Una volta arrivati a 50 scatti possiamo finalmente guardare il risultato: ci soddisfa? Bene. Non ci soddisfa? Ricominciamo a scattare finché non avremo lo scatto giusto.

Una volta scelta la foto migliore, si passa alla postproduzione dello scatto. Non staremo mica pensando ad app gratuite da scaricare sul telefono, vero? Certo che no, perché quella foto non la abbiamo scattata con la fotocamera frontale del nostro smartphone, mica siamo poveri! Infatti la abbiamo scattata con una Nikon D800E e mica la modifichiamo con quel banalissimo iPhone6s che ci ritroviamo, no! Accendiamo il Mac apriamo Photoshop, Illustrator e Autocad e via di modifica. Tempo? Visto che comunque lo scatto era già buono di per sé, diciamo circa 30-35 minuti. Ed eccoci finalmente presenti per la prima volta della giornata sui social network (tutti chiaramente). Didascalia: “Stamattina non ce la posso fare😄 #buongiornomondo  #laseraleonilamattina #wakeup #newday #nofilter #nomakeup”. In 5 minuti la foto otterrà:

  • 108k like su Instagram;
  • 222 preferiti e 142 re-tweet su Twitter;
  • 230k like e 114k condivisioni su Facebook;
  • 99 persone consigliano questa foto su Linkedin;
  • Amenità varie sugli altri social.

Con un leggero sorriso di soddisfazione torniamo nell’appartamento dei vestiti e prepariamoci per la giornata. Come già detto non posso svelare niente, sappiamo solo che usciremo da lì con un outfit favoloso, un cappello in testa e un trolley di Vuitton per i vari outfit da sfoggiare durante la giornata.

In tutto questo trambusto ci siamo dimenticati di fare colazione! Allora ci rechiamo in un bar delizioso di quelli che un caffè al banco ti costa 4€ e al tavolo fai un assegno. Optiamo per cappuccio e brioches perché siamo in Italia e giustamente parliamo come mangiamo. E comunque domani saremo a Londra e faremo colazione da Starbucks. Bisogna anche essere in grado di differenziare i nostri post sul web. Ma guarda che carino il barista che ci ha disegnato un micino con la schiuma del cappuccino. Nikon e taac! In men che non si dica (tempo per scatto e modifiche stimato: 13 minuti circa) il micino è sui social con centinaia di k di apprezzamenti (hashtag: #italianbreakfast #italiangirl #ilovemylife #miao).

Caspita, ma sono già le 11.45? Siamo in ritardo per il brunch con la blogger – e amica (ma guarda che caviglia grosse che c’ha) – Chiara (tutte le blogger – e amiche – si chiamano Chiara). Approfittiamo del tragitto in taxi per cambiarci d’abito. Arriviamo all’appuntamento su questa terrazza con una vista mozzafiato insieme alla blogger – e amica – Chiara e smack! smack! ma come ti trovo bene tesoraaaaaaaaaaa!

But first, let me take a selfie!

Amore scappo che fra 15 minuti ho una sfilata di Richmond, cià!

Salutiamo la blogger – e amica – Chiara e ci rendiamo conto che siamo in ritardo perché abbiamo un evento. Ma come un evento? Ma sì, un evento! Siamo lo special guest dell’evento. Ma quale evento, una festa, un pranzo, una convention… ma che palle, dobbiamo andare, basta con queste domande da poveri. Arriviamo all’evento, i giornalisti ci coprono di flash, incontriamo diversi blogger – e amici –, beviamo un bicchiere di champagne e omg siamo in ritardo sparato perché è ora del tè delle 17.

Ci fiondiamo a casa, indossiamo quelle calzettone morbidose calde calde e prepariamo in una mug di Parigi il nostro tè. Stendiamoci sul letto, mettiamo la tazza vicino alle gambe con le calzettone e iniziamo a scattare. Siamo soddisfatti? Bene, pronta per andare sui social! #relax #carpediem #teatime #likeaqueen

OMG è tardissimo! Dobbiamo andare in palestra! Tuta Nike super fashion, coda di cavallo e arriviamo in sala fitness. Selfie sul tapis roulant #workhardplayhard #workout #fitness #fitgirlcode #nike #motivation

Ok, ora possiamo andare a fare aperitivo con djset. Un momento, ma stasera c’è l’Isola del Famosi e noi dobbiamo twittare con l’ironia che ci contraddistingue! #isola9 #teamrocco

A proposito, e vogliamo parlare che Leonardo Di Caprio non ha ancora vinto l’Oscar? Ma è uno scandalo, guardiamoci tutta la filmografia, versiamo un paio di lacrime e ricordiamoci di quanto Rose sia stronza perché ci stava anche Leo su quella zattera.

Oh cavolo, nella fretta oggi non siamo riusciti a fare shopping, che sbadati! Che ce frega, noi facciamo shopping online. Ma hai visto lo store online di Moschino? Splendido! Clic clic, fatto! Ehi, ma che idea brillante che ci è venuta! Sarebbe splendido poter disegnare i nostri stessi abiti! Forza, disegniamo due bozzetti. Guarda che meraviglia!

E noi comunque adoriamo leggere, il nostro libro preferito è Il piccolo principe. Leggiamolo.

Benissimo, è giunta l’ora del party alla Capannina. Andiamo, privè, foto #partyhard.

Alle 6, dopo un’estenuante giornata, andiamo finalmente a letto. Ma dobbiamo svegliarci alle 5 per iniziare la beauty routine.

Ecco come ci immaginiamo la giornata tipo di una blogger tipo. Manca la voce “lavoro” ma non la voce “soldi”, inoltre c’è una qualche incongruenza in termini di fattibilità e non pochi riferimenti a qualche divergenza spazio temporale dell’universo. Forse perché la vita che le blogger ci dicono di vivere è una colossale menzogna.

Ragazzi, anche noi Brolli ci dilettiamo con sta cosa di scrivere un blog e siamo caduti anche noi in tentazione: abbiamo mentito. Vi ricordate la festa dei single? E noi che dicevamo di essere fighi e che festeggiamo l’amore tutti i giorni? Beh, non è vero. Non abbiamo festeggiato San Valentino, figuriamoci se festeggiamo il giorno dopo. Che oltretutto è pure lunedì. Non ci siamo svegliati prima per fare i pancakes, in quella Piluccheria non ci siamo manco mai stati, poi alla Brolla è venuta la febbre.

Non fa per noi la vita da blogger, siamo troppo pigri per vestirci bene solo per fare un selfie, troppo impegnati per gli eventi, troppo poveri per quelle feste. E abbiamo il sospetto che non siamo gli unici ad essere così.

Diffidate dai blogger, anche da noi.

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#89 L’amore tutti i giorni. Ovvero il giorno dopo San Valentino è più fico.

Ieri era San Valentino. Ah, davvero? Non ce ne eravamo manco accorti. A parte la massa mainstream anti-mainstream single per scelta (degli altri) che da una settimana non fa altro che dare degli ipocriti a fantomatici false coppie che secondo loro si tradiscono tutto l’anno tranne il 14 febbraio. Ah, davvero?

E allora, cari amici mainstream anti-mainstream single, fate bene voi a festeggiare il 15 febbraio la festa dei single. Vi vedo già in un locale “cool”: le ragazze tristemente in coppia che sorseggiano uno Shirley Temple e si fanno i selfie e i ragazzi calvi, abbronzati, con al collo taurino una collana a forma di pugnale di Cesare Paciotti che ciondola sul petto depilato ben in mostra sotto la camicia slacciata. E poi tutti a casa che domani si lavora.

Noi invece oggi festeggiamo. E che cosa? Niente, festeggiamo e basta a dimostrazione del fatto che non è vero che la gente si ama solo a San Valentino: o si ama sempre o non si ama mai, manco a San Valentino.

LA FESTA DEL 15 FEBBRAIO: pianificazione della giornata.

MATTINA. Sveglia prima del solito per preparare una colazione di quelle con i fiocchi. Pancakes, baby, Pancakes! (semi cit.) Preparare i pancakes è di una facilità estrema, l’unica nota negativa è appunto quella di puntare la sveglia qualche minuto prima, ma ne vale la pena, fidatevi dei Brolli!

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PAUSA PRANZO. E comunque è lunedì, non è che puoi permetterti di tornare a casa e cucinare come se fosse Natale se hai un’ora di tempo. Come risolvere? Trovandosi in un localino di quelli belli dove si mangia e, soprattutto, si respira aria di casa. E a casa non è che uno mangia proprio con i mignoli alzati, diciamo che qui dalle nostre parti si “pilucca”. Pilu che? Voce del verbo piluccare, che poi è un verbo che esiste nella lingua italiana. Significa mangiucchiare, un pezzetto di formaggio, il culetto del salame con un crostino di pane. E qui a Piacenza c’è un posto che si chiama proprio “La Peluccheria” da tanto si pilucca. Un po’ di formaggi, un bicchiere di vino e via, si torna al lavoro.

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APERITIVO. Ok che è una festa, però che palle continuare a mangiare! Beviamo piuttosto, e intanto giochiamo a carte. Diciamo che in questo momento non è che ci sia proprio tutto questo amore, una partita di briscola può decretare la fine di un matrimonio. Ma noi a queste cose non vogliamo pensarci e ci concediamo il lusso di fare la guerra per una mezz’oretta.

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CENA. Aridaje col cibo. Qualcosa di sfizioso? Spaghetti speck, pomodorini e pistacchi gratinati.

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DOPOCENA. Ma cos’è sta cosa che stiamo sempre in casa collassati sul divano? Stasera che festeggiamo si deve uscire! Il posto ideale è uno di quei posti “cool” dove ci sono gli amici mainstream anti-mainstream che festeggiano tristi la festa dei single.

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#88 Quando l’intero Universo ti parla. Ovvero l’argomento “figli”

Ci sono momenti in cui sembra che l’intero Universo stia cercando di comunicarti qualcosa. Altri, invece, in cui ti parla proprio guardandoti negli occhi e dice “OH MA TI SVEGLI?!” E tu, con sguardo stupito, ti chiedi se stia parlando proprio con te e non con qualcuno che hai dietro. Chissà, magari ti confonde con un suo amico che ti somiglia. Così finisci per non dargli retta e far finta di niente, del resto perché l’intero Universo dovrebbe proprio parlare con te? In fondo tu non è che sei chissà chi o hai fatto chissà cosa, stai semplicemente vivendo la tua vita nella maniera più normale possibile. 

Però ti guardi attorno e sembra proprio che l’intero Universo continui a parlare con te. Ma che cavolo vuole?

Finché non incontri il Cello del Mirò, il tuo amico che ha un locale figo e che ti fa sempre il tuo cocktail preferito con la cannuccia, ed esclama: “ma insomma Brollo, quand’è che mi fate diventare zio?”

Ecco cosa mi voleva dire l’intero Universo! E improvvisamente tutto torna, tutti i nodi vengono al pettine e perfino quel pezzetto bastardo del puzzle si mette a posto: la tua amica aspetta un bambino, la tua compagna di banco aspetta un bambino, anche il tuo compagno di banco aspetta un bambino, quelli due amici che si sono sposati a settembre aspettano un bambino, quelli che si sono sposati l’anno scorso hanno appena avuto un bambino, nel tuo ufficio in 3 hanno appena avuto un bambino e nel tuo ufficio siete in 5. Anche il tabaccaio aspetta un bambino. 

E noi? Noi no. Sai, dobbiamo ancora sistemarci bene con il lavoro, sai com’è al giorno d’oggi non ci sono certezze. Poi comunque siamo ancora giovani abbiamo tutto il tempo del mondo per fare tutti i bambini che vogliamo. Per non parlare del fatto che abbiamo il sonno molto pesante, di notte se il pupo piange non lo sentiremmo nemmeno e morirà di fame. 

PALLE. 

Senti, caro il mio intero Universo, non starmi addosso che io farò un po’ quel che mi pare. Non è che se ci siamo sposati allora dobbiamo per forza volere un bambino. Sia chiaro, noi un bambino lo vogliamo. Solo non adesso. 

E che ci sarà mai di male?

  

#87 SOS baffi! Ovvero la lettera di Federico

Ah i baffi. La virilità fatta pelo. Tutti noi ci siamo ritrovati a guardare una foto di Freddie Mercury e ci siamo detti “Ehi! Con quei baffi sarei un vero fusto!” (Ricordate? Ne abbiamo parlato qui)

Qualcuno ha il coraggio di provarci e di non abbattersi di fronte alle difficoltà. Come Federico, che pur di non abbandonare il suo sogno baffuto, ci ha scritto una mail per avere qualche consiglio per coltivare il manubrio perfetto.

Salve, ho letto il vostro articolo e ho deciso di scrivervi per un consiglio sui miei baffi! Sono un po in crisi in quanto a 27 anni i baffi non sono ancora folti come vorrei e nonostante sia un mese e mezzo che crescono non hanno l’aspetto che vorrei! Purtroppo tra lo spazio che c’è fra il naso e la bocca ho un’unica striscia che cresce abbastanza bene proprio sotto il naso, e sotto fino al labbro superiore, rimane un certo spazio in cui i peli crescono ma molto lentamente e sono più sottili degli altri, finendo per notarsi poco. Cosa devo fare? Devo avere pazienza o per adesso dovrei rinunciare? Se la risposta fosse la prima chiedo consiglio su quale baffo sia adatto a me! Grazie mille in anticipo 
E noi gli rispondiamo così:

Ciao Federico!
Innanzitutto grazie per esserti rivolto a noi!
Per quanto riguarda i tuoi baffi, iniziamo con il dirti che hai proprio due belle labbra da baffi. Purtroppo, però, hai questa piccola “sfortuna” di non avere tanta barba, di conseguenza i peli risultano essere radi. Una soluzione potrebbe essere quella di raderti molto spesso con la lametta, in modo da infoltire i peli. Ti suggeriamo di raderti almeno una volta ogni 2-3 giorni per un paio di mesi, dopodiché puoi iniziare a farli crescere.
Passando al tipo di baffi, questa volta hai la fortuna dalla tua parte: la forma naturale dei tuoi mustacchi ti si addice particolarmente. Puoi aspirare ad essere il nuovo Freddie Mercury!
Con un po’ di pazienza vedrai che i tuoi sforzi daranno i loro frutti
un caro saluto
i Brolli

Daje tutta Federì!

#86 Happy Monday. Ovvero lunedì 25 gennaio 2016. 

Ma come, è già lunedì? Purtroppo sì… Ma non temete! Ci siamo noi Brolli ad aiutarvi ad affrontare questa maledetta giornata. 

Vediamo allora quali sono i 4 piccoli gesti che renderanno questo lunedì un po’ più felice. 

  1. FATTI UNA CAMMINATA EPICA. In ufficio, al supermercato, in casa, insomma dove ti pare concediti il lusso di fare un ingresso da eroe, come Leonida in 300. Immaginati la colonna sonora del Gladiatore a palla e cammina. È lunedì e tu sei sveglio, in fondo sei un po’ eroe anche tu. 
  2. LEGGI UNA STORIA A QUALCUNO. Ad alta voce, ovviamente. Che poi leggere è molto bello, però di solito si a sempre da soli. Non è un po’ triste? Poi sta cose che la felicità bisogna condividerla è vera, quindi scegliete un bel libro e leggetevelo mentre bevete un bicchiere di vino. Un capitolo a testa.
  3. TELEFONA A TUA MAMMA. Così, giusto per fare due chiacchiere. Chiedile come sta, che combina e poi scroscia un flusso di pensieri che manco tu ne capisci il senso ma lei invece sì, lei capisce sempre. Ti dirà una cosa carina perché lei alla fine te la dice sempre, magari ti dice “ciao amore mio”. E tu, stanne certo, starai bene, forse solo per un minuto, ma starai bene.
  4. CAMBIA LE LENZUOLA. No no, un attimo, fateci spiegare. Cambiare il letto è uno sbattone, lo sappiamo. Ma vogliamo parlare del godimento di infilarsi sotto le coperte che profumano di Coccolino? Impagabile. È certamente ci farà concludere questo lunedì in morbidezza. 

E anche questo lunedì – finalmente – è finito.

  

#85 L’esercizio fisico. Ovvero come motivare una donna.

Qualcuno di voi ha mai provato a dire a una donna “dovresti proprio andare in palestra o comunque concentrarti sull’attività fisica”? Sappiate che dire una cosa del genere è estremamente pericoloso, pertanto vi invitiamo caldamente a non provarlo a casa. Quindi, cari lettori, vi consigliamo di prestare molta attenzione a quanto segue se volete consigliare ad una donna di andare in palestra.

Per una donna ogni osservazione concernente il suo aspetto fisico (a parte “sei bellissima”, “sei una bomba sexy con quel vestito” e simili) è fonte di estrema frustrazione, che può portare a irascibilità e depressione diffusa. Ma arriva un momento in cui, anche per una donna, l’esercizio fisico inizia a diventare importante, sia per una questione estetica, certo, ma anche – e soprattutto – per la sua stessa salute. Mens sana in corpore sano, dicevano qualche anno fa dalle nostre parti.

Ma come fare allora a spronare una donna a fare un po’ di sano e, perché no?, anche divertente sport? Una risposta univoca non esiste e, purtroppo, ancora non siamo in grado di garantirvi successo. Quel che è certo che è seguendo i nostri consigli arginerete al minimo i rischi gravi per la vostra incolumità.

MOTIVAZIONE NUMERO 1: “HO BISOGNO DEL TUO SOSTEGNO”
Nulla, ripeto, nulla dà soddisfazione ad una donna quando il sentirsi indispensabile per qualcuno, specie se questo qualcuno è il suo di lei marito/compagno/fidanzato e derivanti. Per questo travestite il vostro invito ad andare in palestra perché guardati, sei una balena, in una richiesta di aiuto: ditele che voi non avrete mai motivazione sufficiente per fare esercizio fisico senza di lei, che solo grazie alla sua compagnie voi riuscirete a raggiungere il vostro obiettivo di perdere qualche chilo. Lei, sentendosi lusingata, prenderà l’accompagnarvi in palestra come una causa umanitaria e sarà ben lieta di esibire davanti a tutti lo spirito da crocerossina che è in lei.

MOTIVAZIONE NUMERO 2: “IN PALESTRA HO VISTO LA MIA EX… SAI, È DIMAGRITA UN SACCO”
Se c’è una cosa che può spingere una donna a fare qualcosa che non vuole/non ha voglia di fare è certamente la gelosia/l’invidia. Non solo nella tua palestra c’è la tua ex (che già questo vale un mese di abbonamento), ma in più è anche dimagrita un sacco la sgualdrina. Fidatevi, passerà ore e ore in sala fitness aspettando che la vostra ex si palesi. (Non deve essere necessariamente vero che la vostra ex sia dimagrita o che sia iscritta alla vostra palestra. Diciamo che una piccola bugia bianca può portare del bene, in questo caso).

MOTIVAZIONE NUMERO 3: “AMORE, TI HO PRESO UN REGALO”
La gioia di un regalo – apparentemente – senza motivo è davvero indescrivibile. Ma come può ciò motivare una donna ad uscire a farsi 10km di corsa? Semplice, basta che il suddetto regalo sia bellissimo, certo, ma soprattutto stretto. Perfetti sono i capi di intimo: mutandine, sexy babydoll, autoreggenti… il tutto di almeno due taglie in meno della sua. Risultato? Si guarderà allo specchio e si vedrà per quello che è: una salsiccia legata con lo spago e la ciccia che esce da tutte le parti. Forse piangerà, ma si deciderà finalmente a fare un po’ di movimento.

COSE ASSOLUTAMENTE DA NON DIRE:
1. “Amore, dovresti dimagrire un po’”. Immaginate da soli la reazione.

2. “Sono sicuro che in palestra non ci andrai mai”. La psicologia inversa non funziona. I maschi non la sanno usare sta tecnica, le donne sì. Così lei vi sgama subito e vi batte con l’esperienza: la sfida per lei non è quella che avete proposto, ma umiliarvi in questo gioco della psicologia inversa. Così la sua missione diventa quella di fare di tutto pur di non fare quello che le avete detto voi. E sappiate che le donne sono capaci di una tenacia di ferro.

3. “Ma sbaglio o quel culone non ce l’hai mai avuto?” Va beh, che ve lo dico a fare…

brolla palestra

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